Guide · 5 min lettura

Come calcolare l'IVA: formula, aliquote e scorporo

Calcolare l'IVA correttamente è essenziale per professionisti, artigiani e aziende italiane. Che tu debba aggiungere l'IVA a un importo netto o scorporarla da un prezzo lordo, questa guida ti spiega tutto con esempi pratici.

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Cos'è l'IVA e come funziona

L'IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) è un'imposta indiretta applicata su quasi tutti i beni e servizi in Italia. Viene riscossa in ogni fase della catena produttiva ma pagata effettivamente dal consumatore finale.

In Italia le aliquote IVA sono quattro: 22% (ordinaria), 10% (ridotta), 5% (speciale) e 4% (super ridotta).

Le aliquote IVA in Italia nel 2026

Aliquota Tipo Applicata a
22%OrdinariaMaggior parte di beni e servizi
10%RidottaAlimentari non essenziali, turismo, energia
5%SpecialeProdotti per infanzia, assorbenti
4%Super ridottaAlimenti base, libri, farmaci, prima casa

Formula per aggiungere l'IVA (da netto a lordo)

Prezzo lordo = Prezzo netto × (1 + aliquota/100)

Esempio con IVA al 22%:

Formula per scorporare l'IVA (da lordo a netto)

Prezzo netto = Prezzo lordo / (1 + aliquota/100)

Esempio: hai un prezzo lordo di 122 € con IVA al 22%:

Attenzione: dividere per 1,22 è diverso da sottrarre il 22%. Un errore comune è calcolare il 22% di 122 (= 26,84 €) invece di scorporare correttamente.

Quando si applica l'IVA al 4%?

L'aliquota agevolata del 4% si applica a:


FAQ

Come calcolare l'IVA al 22% su un importo?

Moltiplica l'importo netto per 0,22 per ottenere l'IVA. Aggiungi poi l'IVA al netto per il prezzo lordo. Es: 500 × 0,22 = 110 € di IVA, prezzo lordo = 610 €.

Come scorporare l'IVA da un prezzo che la include già?

Dividi il prezzo lordo per (1 + aliquota/100). Per IVA al 22%: prezzo netto = prezzo lordo / 1,22. Per IVA al 10%: prezzo netto = prezzo lordo / 1,10.

La partita IVA è obbligatoria per i liberi professionisti?

Sì, se l'attività è abituale e continuativa. Per prestazioni occasionali (sotto 5.000 € annui) non è necessaria. Consulta sempre un commercialista per la tua situazione specifica.

Qual è la differenza tra IVA esclusa e IVA inclusa?

IVA esclusa (o "imponibile") è il prezzo prima delle tasse. IVA inclusa (o "lordo") è il prezzo finale pagato dal consumatore, tasse comprese.

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Le aliquote IVA italiane: quali applicare

In Italia esistono quattro aliquote IVA. L'aliquota ordinaria al 22% si applica alla maggior parte di beni e servizi: elettrodomestici, abbigliamento, servizi professionali, ristorazione. L'aliquota ridotta al 10% si applica a: prodotti alimentari trasformati, somministrazione in bar e ristoranti, alcune categorie di farmaci, servizi turistici e alberghieri, manutenzione ordinaria di abitazioni. L'aliquota super-ridotta al 5% riguarda: alcuni prodotti alimentari di base non inclusi nel 4%, prodotti per l'igiene femminile, seggiolini per bambini. L'aliquota minima al 4% si applica a: beni alimentari di prima necessità (pane, latte, burro, olio d'oliva), libri e giornali cartacei, medicinali con obbligo di prescrizione, abitazioni acquistate come prima casa.

IVA e fatturazione: casi particolari

Attenzione ai casi speciali che confondono spesso: il regime forfettario prevede l'esonero dall'applicazione dell'IVA — i forfettari non addebitano né detraggono IVA. Il reverse charge (inversione contabile) trasferisce l'obbligo IVA dal fornitore al committente — usato in alcuni settori come edilizia, pulizie, elettronica. Le operazioni intracomunitarie tra aziende UE (B2B) sono generalmente esenti IVA nel paese di origine. L'esenzione IVA (art. 10 DPR 633/72) riguarda servizi medici, educativi, assicurativi e finanziari — diversa dalla non imponibilità.

Come indicare l'IVA in fattura

Una fattura italiana deve sempre indicare: l'imponibile (importo senza IVA), l'aliquota applicata (%), l'importo IVA e il totale lordo. Per i forfettari: indicare l'aliquota contribuente con dicitura "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — Regime Forfettario". Per operazioni esenti: indicare la norma di esenzione (es. "Esente IVA ai sensi dell'art. 10, n. 18, DPR 633/72"). Conserva le fatture per almeno 10 anni per eventuali controlli fiscali.